I nostri americani

Dalle Giudicarie Esteriori, 16 maggio

Uno de’ primi nostri emigrati all’America del Sud fu il sig. Luigi Caresani da Madice del Bleggio, il quale stabilitosi colà ed ammogliatosi, fece una bella fortuna mercé il suo laboratorio di falegname e tappezziere nella città di Mercedes, della Repubblica d’Uruguay. Molti altri compaesani trovarono presso di lui lavoro e guadagno, e tuttora non pochi vennero dallo stesso occupati con profitto. Una grave disgrazia però lo colpiva nel passato marzo a cagione di un incendio che distrusse casa e deposito di mobili. Ecco il fatto che traduco alla men peggio dalla Reforma di Mercedes dei 24 marzo p.p., Periodico Indipendente, defensor de losintereses del pueblo. 

Nella notte del 21 corr., circa le ore 9, alcuni fanciulli del rispettabile vicino sig. Mariano Berro, mentre giocavano nel cortile della casa, videro salire, sebbene in poca quantità, un fumo nero nero che partiva dai depositi di mobili del sig. Luis Caresani. Come era naturale, essi non prestarono maggior attenzione a quell’indizio e continuarono nei loro giuochi. Però circa le 10 il campanone cattolico annunziava coi suoi numerati rintocchi che una casa era presa dal fuoco. La gente che stava nel circo equestre, distante una quadra dal luogo dell’incendio, si slanciò nella contrada ed allora poté vedere che il deposito di mobili del sig. Caresani era invaso dalle fiamme che si elevavano più di dodici metri.

La famiglia tutta del padrone della casa si trovava al campo, e la mobiliera era affidata ad un vecchio, parente del Caresani.

Il fuoco ebbe principio nei depositi di paglia e legname di abete, acquistando così una intensità difficile a fermarsi con gli scarsi mezzi che tiene la città per spegnere l’incendj. Due sole pompe di piccolissima proporzione servivano a gettar acqua contro le pareti della casa. Al contrario i vicini e la truppa lavoravano con coraggio per limitar l’incendio e preservar dal fuoco le case vicine, e vi arrivarono alla fine dopo quattro ore di lotta incessante.

Il danno sofferto si eleva a 16 mila pesos (equivalenti a 5 lire e centesimi l’uno), oltre la casa del sig. Caresani una delle più comode e belle della città, la quale ora è ridotta ad un cumulo di rovine. Si crede che l’origine del fuoco sia stata causata dalla caduta di un razzo di fuochi artificiali bruciati al principio del divertimento nel circo equestre, e che sia precipitato nel deposito della paglia. Sappiamo che i mobili e la casa erano assicurati per la somma di 20.000 pesos. Più di duemila persone erano presenti al triste spettacolo, e non si ebbe a lamentare nissuna disgrazia, tranne che leggiere contusioni sofferte da alcuni soldati dello squadrone. Il ginnastico, vero Ercole, che ha seco la compagnia del sig. Casali, mostrò in questa circostanza veramente la sua forza titanica. Si doveva abbatter la porta della casa, porta che appena 8 uomini avrebbero potuto smuovere, e lui afferratala per le cornici, puntando i piedi in terra, d’un solo colpo la levò dai cardini e la gettò in mezzo alla via come fosse leggera paglia. Per questa apertura si poté liberare i mobili che si trovavano nella sala principale, mobili che ora sono in potere delle Autorità, non potendo il sig. Caresani, che li teneva assicurati, toccar nulla di ciò che si salvò.

Lamentiamo sinceramente questa disgrazia, tanto più che il signor Caresani è una persona degna sotto tutti i riguardi; es una persona dignabajotodosconceptos. – Noi pure facciamo le più sentite condoglianze col nostro patriota che ci onora della sua amicizia, lieti in pari tempo dell’onore che fa al nome trentino anche nella lontana America.

R.


Soggetto produttore“La Voce Cattolica”, n. 59
Data19/05/1888
PseudonimoR.
DescrizioneArticolo relativo all’incendio della casa di Luigi Caresani di Madice emigrato a Mercedes in Uruguay. Le informazioni sono tratte dalla traduzione di un articolo dal giornale “Reforma” di Mercedes.