Rusticalia

(Nostra corrisp. speciale)

26 Gennajo.

Vedo che con interesse seguite la ricostituzione dei nostri Consorzii agrari distrettuali, portando le nomine delle nuove delegazioni, e perciò mi fò lecito riferirvi alcun che della sessione consorziale plenaria tenuta ai 23 corr. al Ponte delle Arche da questo Consorzio, ove, tra il resto, fu appunto nominata la nuova deputazione pel prossimo triennio. Saranno le solite cose, direte voi, e a che sciupare le preziose colonne della Voce? Signor no, rispondo io; leggete e poi, se ho torto, condannatemi al cestino.

Constatato il numero legale de’ soci comparsi, il Presidente del passato triennio, il M. R. Gio. Batta Lenzi, paroco di Bleggio, dichiara aperta la seduta, e presa la parola, rivolge all’assemblea nobili e cordiali parole che vi riferisco almeno sommariamente: “Onorevoli Delegati, Signori Socj! Egli è questa l’ultima volta che nella carica onorifica di cui voleste fregiarmi nel passato triennio, volgo a voi la mia parola. Questa parola ella è e deve essere parola di ringraziamento. Sì; sento vivo il dovere di ringraziare tutta la deputazione consorziale dei lumi e degli ajuti efficaci che da lei ebbi nel disimpegno dei varii e molteplici affari consorziali; e grazie pure a tutti i socj che vi concorsero numerosi ed unanimi. Ma in modo speciale, permettetemi, ch’io renda le ben meritate grazie all’on. nostro Cassiere D. L. Guetti, il quale, con quel cuore tutto patria, che gli batte in seno, sì che è sempre nelle prime file nelle battaglie per questo suo suolo natio, a me pure fu generoso costantemente dell’opra sua, anzi più d’un opera, realizzata dal nostro sodalizio, ebbe da lui iniziativa e sostegno. Grazie ancora speciali all’on. nostro segretario Speranza, che sempre con prontezza ed ordine seppe disimpegnare il non lieve pondo delle sue attribuzioni. E nel mentre a tutti indistintemente rinnovo questi vivi ringraziamenti, e mentre sto rinunciando alla carica di vostro Presidente a comune soddisfazione ed a sprone di maggior bene, segnalo pubblicamente l’opra efficace portata da questo Consorzio a questa cara valle. Non dirò nulla dei miglioramenti introdotti nel paese nel ramo praticoltura e pastoreccia; già parlano abbastanza i fio. 900 che si distribuirono in premi ai migliori possessori ed allevatori di torelli; nulla vi dico delle migliorie introdotte nel caseificio ed in nuovi attrezzi rurali; solo vi accenno, che, se qui, al Ponte delle Arche, funziona egregiamente ed opportunamente l’ufficio postale e telegrafico, ciò fu per opra del Consorzio; se voi vedete aumentate le corse postali, e se nei mesi d’estate abbiamo una speciale messaggeria, ciò fu opra del Consorzio; se nel Bleggio superiore evvi una pedoneria rurale, veramente modello, degno da imitarsi ovunque, ciò fu per opra del nostro Consorzio.. Ma mentre così io parlo, guardo alla mia persona, guardo alla persona di alcuni delegati e socj, e li vedo coperti di veste nera… cioè son preti. Prete il nostro presidente, preti gli altri; quale la conclusione? Dunque non è vero che il prete è inimico della patria, come lo vuol far credere qualche maligno; dunque anche nel cuor del prete arde un fuoco di amor santo, pel quale, se mandato da Dio a curare i vostri interessi spirituali, non può essere indifferente a quelli materiali, ma, eseguiti i primi, volentieri si sacrifica anche pei secondi. Dio e patria, due oggetti che meritano l’amor del cristiano e per ciò del prete in modo speciale, e se il vestito nero v’indica che siamo i ministri di Dio, il posto che occupiamo qui vi parla chiaro che lavoriamo per la patria. Se ciò lo tengo per onore di noi sacerdoti qui presenti, risulta pure a lode vostra che in noi poneste la vostra confidenza, onorandoci delle varie cariche di questo sodalizio.

Queste cariche ora siete chiamati, giusta lo statuto, a rinnovare per tre anni, e voi lo farete colla coscienza di adempiere ad un grave dovere qual è quello di sapere eleggere individui adatti allo scopo e che, come tutti gli uomini che coprono pubbliche cariche, sappiano anteporre il pubblico bene al privato, sacrificando generosi se stessi in bene della patria. Ora ho finito; ed alla Patria vi invito di innalzare un inno di felice avvenire, un evviva cordiale. Ma intendiamoci bene: a questa cara nostra valle, composta della severa pianura di Lomaso, dell’amenissima collina di Bleggio, della ridente aprica plaga di Banale; evviva dunque, evviva la Patria!…

Uno scoppio di voci unanimi, all’unisono di quella del Presidente, felicitò la patria; a cui si aggiunse fragoroso ancora l’evviva al nostro Presidente, che pochi minuti dopo, sebbene protestasse, venne per acclamazione rieletto.

Rustico giudicariese


Soggetto produttore“La Voce Cattolica”, n. 14
Data31/01/1888
PseudonimoRustico giudicariese
DescrizioneArticolo riguardante l’assemblea del Consorzio agrario distrettuale di Santa Croce del 23 gennaio 1888. Viene riferito il discorso del Presidente don Giovanni Battista Lenzi in vista della nomina di una nuova delegazione del Consorzio Agrario Distrettuale di Santa Croce valevole per il successivo triennio.
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